Commenti per laCostituzione.info http://www.lacostituzione.info Sun, 14 Apr 2019 12:12:53 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.2 Commenti su Riforma della Costituzione: l’introduzione del referendum propositivo. Invito al dibattito di Henri Schmit /index.php/2019/04/13/riforma-della-costituzione-lintroduzione-del-referendum-propositivo-invito-al-dibattito/#comment-3488 Sun, 14 Apr 2019 12:12:53 +0000 /?p=6220#comment-3488 Condivido interamente la relazione critica tenuta dal prof. Bin il 12 Aprile alla Cattolica (se ho capito bene). Aggiungo due osservazioni. Il referendum d’iniziativa popolare è per definizione uno strumento con il quale l’elettorato si pone in conflitto con il Parlamento, come accenna il professore all’inizio del suo intervento. Limitando l’iniziativa all’abrogazione di una legge i costituenti l’hanno ovviamente inteso così. Alcuni (fra cui Mortati) ritenevano però che lo strumento non doveva avere una valenza solo abrogativa. La pratica e la giurisprudenza hanno mostrato che spesso non è possibile distinguere fra abrogazione e nuova normazione. Quest’ultima distinzione non fa altro che creare un potere immenso nelle mani di colui che giudica che cos’è novazione e abrogazione. Aveva quindi ragione Mortati. Ma il referendum quale spada di Damocle appesa sopra la rappresentanza infedele o immobile deve rimanere uno strumento straordinario, una garanzia suprema da esercitare a condizioni molto esigenti (di firme e di approvazione). Seconda osservazione: il professore valuta la pessima proposta di revisione dell’art. 71 a prescindere dalle colpe, dalle cause del come siamo arrivati qui, cioè caduti così in basso. Rischio io una risposta: il Parlamento è stato trasformato attraverso una successione di leggi elettorali -non censurate su questo punto dalla Corte costituzionale – in un’assemblea autoreferenziale di nominati, di cooptati diventati sempre meno preparati e meno responsabili individualmente davanti agli elettori, ma rispondendo solo a “manipoli” di attivisti spesso meno numerosi di quelli ora previsti nella proposta di revisione per legiferare direttamente. Facciano quindi autocritica gli esperti troppi permeabili alle idee che nelle riforme pregresse hanno portato al degrado istituzionale di cui la proposta ora criticata è solo un’ulteriore evoluzione.

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Commenti su La riduzione del numero dei parlamentari: non è tutto oro ciò che luccica… di Henri Schmit /index.php/2019/03/27/la-riduzione-del-numero-dei-parlamentari-non-e-tutto-oro-cio-che-luccica/#comment-3486 Fri, 29 Mar 2019 14:17:58 +0000 /?p=6210#comment-3486 Sono d’accordo con la posizione critica del prof. Curreri, ma non mi convince nessuno dei quattro argomenti avanzati, poco rilevanti, problemi tecnici di poco conto, tutti superabili. Non mi convincono nemmeno le proposte alternative (in conclusione dell’articolo), a parte l’abolizione dei parlamentari eletti all’estero, un vero obbobrio copiato nel frattempo (2008, art. 24 C.) dalla Francia. Argomenterei diversamente. Manca da parte dei promotori del progetto di revisione commentato una visione d’insieme del sistema parlamentare, di possibili imperfezioni del modello ideato nel 1947 (penso al bicameralismo e alle prerogative troppo deboli del governo, due difetti spesso evocati) e delle modifiche successive (non tutte azzeccate), dei progetti precedenti di riforma (censurati dal popolo, ma non per questo da scartare interamente) e delle leggi elettorali vigenti (frutto di compromessi frettolosi, manipolativi e di dubbia conformità). Bisognerebbe mettersi d’accordo sui principi difficilmente contestabili (presumo: il governo parlamentare, il libero mandato, un’equa rappresentanza, ma non l’obbligo di rappresentazione proporzionale estrema la quale è peraltro dipendente proprio dal numero dei componenti dell’assemblea!) prima di pensare alternative compatibili con i principi condivisi. Tornando ai due punti già evocati bisognerebbe chiedersi quali nuove prerogative riconoscere al governo e al primo ministro (via preferenziale dell’iniziativa di governo, tempi certi, sfiducia costruttiva). Il dibattito parlamentare gestito dal governo britannico sulla Brexit è un’ottima occasione per capire che cosa manca in Italia: non il referendum propositivo facile (un altro progetto di revisione della maggioranza), ma l’autorevolezza e la responsabilità (le due vanno insieme) dell’iniziativa del governo e delle decisioni del Parlamento. Perché non sostituire in quell’ottica la seconda Camera (riducendo ipso facto il numero dei parlamentari di un terzo) con un Senato poco numeroso composto da esperti di legislazione (“nomotheti”) nominati dai deputati, rinnovato per quote annuali con incarichi lunghi, con ampi poteri di iniziativa e di parere non vincolante, senza poteri di approvazione, ma con un potere di veto sospensivo in certe materie, e il potere di creare obblighi di maggioranza qualificata. Un tale Senato-consulto ispirato da numerosi esempi storici e comparativi (…) avrebbe un ruolo stabilizzante, di coerenza, di continuità e di convergenza (quello che manca al paese, da sempre) ed ostacolerebbe le politiche erratiche degli ultimi 30 anni che hanno distrutto quel poco che era rimasto di fiducia da parte degli elettori e dei partner europei. Senza visione d’insieme si aumenta solo la confusione, matrice della demagogia, o del populismo come si dice adesso. Ridurre il numero dei parlamentari perché ritenuti troppo onerosi, se no del tutto inutili (cf. Casaleggio 2018), è pura follia e non andrebbe nemmeno discusso. Converrebbe creare invece istituzioni con rappresentanti eletti dai cittadini, responsabili davanti a loro (questo non è in contraddizione con il libero mandato), forse più capaci perché scelti correttamente e responsabili individualmente. In quel caso, invece di ridurre il loro compenso, si potrebbe anche pensare di fare l’opposto.

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Commenti su L’atto politico è sempre insindacabile? di Henri Schmit /index.php/2019/02/09/latto-politico-e-sempre-insindacabile/#comment-3485 Wed, 27 Mar 2019 16:24:04 +0000 /?p=6116#comment-3485 Sul forum dei QC del 18 marzo Leonardo Brunetti si chiede se gli atti politici sono davvero insindacabili. Come se la domanda fosse: ma un ministro, nel esercizio delle sue prerogative di governo (prerogativa sta per potere di agire immediato), può violare (la legge o) la Costituzione? Ovviamente no. Ma questa domanda è troppo facile ; è quella sbagliata. Quella giusta è la seguente: qualsiasi atto di un ministro è sindacabile? Ovviamente si. Come? Su iniziativa dei magistrati, dice la Costituzione, ma solo se il Parlamento concede l’autorizzazione di procedere. Se non la concede, c’è un giudice superiore, il popolo elettore che alla successiva tornata elettorale può sanzionare, se lo ritiene, coloro che hanno negato l’autorizzazione. Ma attenti, questo presuppone una legge elettorale democratica! Oltre il popolo elettorale (che agisce nelle forme e alle condizioni della Costituzione – clamorosamente violate dalla legge elettorale) c’è solo quell’altro popolo, quello a cui Locke si referiva con l’appello a cielo.

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Commenti su L’ingresso di Emiliano nella Direzione del PD: un nuovo illecito disciplinare? di Paolo Federici /index.php/2019/03/21/lingresso-di-emiliano-nella-direzione-del-pd-un-nuovo-illecito-disciplinare/#comment-3484 Mon, 25 Mar 2019 13:39:46 +0000 /?p=6202#comment-3484 ma qual è il senso di continuare a rilanciare una bufala?

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Commenti su Televisione e disinformazione di UGO SARAO /index.php/2019/03/22/televisione-e-disinformazione/#comment-3483 Sat, 23 Mar 2019 09:42:10 +0000 /?p=6205#comment-3483 E’ proprio così… come ha scritto il D’Andrea! U.S.

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Commenti su Tajani e il fascismo di UGO SARAO /index.php/2019/03/16/tajani-e-il-fascismo/#comment-3482 Mon, 18 Mar 2019 14:23:37 +0000 /?p=6194#comment-3482 Tra le opere buone si potrebbero aggiungere la Previdenza Sociale, i treni che marciavano in orario (però erano meno di quelli odierni) e qualcosa ancora. Peccato… perché un paio di guerre in Africa, lo squadrismo, le leggi antisemite, l’alleanza con la Germania di Hitler e qualcosa ancora, hanno annullato quello che di buono c’era stato. U.S.

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Commenti su Tajani e il fascismo di Henri Schmit /index.php/2019/03/16/tajani-e-il-fascismo/#comment-3481 Mon, 18 Mar 2019 12:06:54 +0000 /?p=6194#comment-3481 I vece di biasimare ipocriticamente le parole forse imprudenti ma sostanzialmente veritiere (la dittatura assicura sempre una maggiore efficienza su progetti puntuali, condivisi o meno, che non qualsiasi forma di democrazia), gli studiosi farebbero meglio aiutare i competitori politici e l’opinione pubblica a capire quello che nelle istituzioni e nelle norme, esistenti o solo progettate, e nel discorso pubblico da tempo allontana il paese dall’ideale della democrazia liberal-democratica e l’avvicina impercettibilmente al modello ducale ed autoritario affermatosi poco meno di un secolo fa. The Economist che a settembre del 2016 chiamò a votare contro la grande riforma promossa dal governo di allora l’aveva capito ben prima della formazione del primo governo populista in Europa.

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Commenti su Tajani e il fascismo di Mario SERAFINI /index.php/2019/03/16/tajani-e-il-fascismo/#comment-3480 Sat, 16 Mar 2019 15:34:43 +0000 /?p=6194#comment-3480 Il valore “perduto” della DEMOCRAZIA!

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Commenti su Il dilemma del referendum nel Regno Unito: uno strumento adeguato per uscire dall’impasse della Brexit? di Roberto Bin /index.php/2019/02/20/il-dilemma-del-referendum-nel-regno-unito-uno-strumento-adeguato-per-uscire-dallimpasse-della-brexit/#comment-3479 Wed, 13 Mar 2019 09:07:06 +0000 /?p=6149#comment-3479 Tutto ancora in sospeso, in vista dei voti di domani e, probabilmente, dopodomani nella Camera. Anche il parlamento inglese non è più quello di una volta….

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Commenti su Il dilemma del referendum nel Regno Unito: uno strumento adeguato per uscire dall’impasse della Brexit? di Luigi /index.php/2019/02/20/il-dilemma-del-referendum-nel-regno-unito-uno-strumento-adeguato-per-uscire-dallimpasse-della-brexit/#comment-3478 Tue, 12 Mar 2019 18:24:55 +0000 /?p=6149#comment-3478 Ma, in definitiva, gli inglesi voteranno o no il 26 maggio per il Parlamento europeo? E comunque, a chi andranno i 73 seggi previsti a favore del Regno Unito? Saranno ridistribuiti tra gli altri paesi dell’UE? E con quale criterio?

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