“Come si può deliberare senza conoscere?”

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di Giovanni Di Cosimo

“Come si può deliberare senza conoscere?”. La domanda di Luigi Einaudi va alla radice della questione della legge di bilancio, dato che le opposizioni non hanno avuto il tempo di approfondire il testo (ma anche molti parlamentari della maggioranza).

Il Governo, utilizzando la terribile abbinata fra questione di fiducia e maxiemendamento, ha di fatto scritto la legge e ha costretto il Senato ad approvarla nell’arco di poche ore. Così salta l’equilibrio della forma di governo parlamentare, perché l’esecutivo stravince e il legislativo viene mortificato. Davvero una brutta pagina per la democrazia parlamentare.

Oggi, in un’intervista alla Stampa, il Presidente del Consiglio si è giustificato rilevando che era già accaduto nel 2016. In effetti, si tratta di un trend di lungo periodo: l’approvazione di un atto di fondamentale importanza politica come la legge di bilancio vede sempre più il protagonismo del Governo; i parlamentari (anche quelli della commissione bilancio) hanno poco tempo per valutare i contenuti e sottostanno al ricatto della fiducia. Tuttavia, il fatto che sia capitato in passato non è un buon motivo per forzare ancora la mano. Inoltre, l’episodio del 2016, certamente censurabile, presenta profili particolari, perché in quel caso si era in presenza di un Governo che all’indomani della sconfitta nel referendum costituzionale aveva preannunciato le dimissioni e tutto si stava avviando verso lo scioglimento della legislatura. Oggi, invece, il Governo è saldamente in sella e la legislatura si è appena avviata. L’argomento che la trattativa con l’Ue ha ridotto i tempi non regge: doveva essere responsabilità del Governo avviarla prima piuttosto che sprecare preziose settimane in proclami e schermaglie.

Oltretutto, rispetto agli ultimi anni, sono saltate anche due strategie difensive che il Parlamento aveva messo in campo: la prima mirava ad evitare il maxiemendamento avesse contenuti completamente nuovi rispetto all’esame della Commissione bilancio, la seconda a sottoporre il testo al controllo di ammissibilità della Presidenza dell’assemblea.

Come rimediare? La soluzione del ricorso alla Corte costituzionale da parte di un partito di minoranza è impraticabile. Ai giudici costituzionali si potrebbe arrivare in via incidentale, cioè nell’ambito di processi nei quali si dubiti della costituzionalità delle disposizioni della legge di bilancio. Ma il dubbio sul rispetto della procedura (la violazione dell’art. 72 secondo cui le Camere approvano i testi articolo per articolo e con votazione finale) difficilmente verrebbe accolto perché porterebbe all’incostituzionalità dell’intera legge di bilancio.

E allora bisognerebbe per il futuro cercare di evitare analoghi episodi. Per esempio, modificando i regolamenti parlamentari onde impedire al Governo di utilizzare il binomio fra maxi-emendamenti e questione di fiducia durante la manovra di bilancio. Solo così le forze politiche mostrerebbero di aver compreso la gravità istituzionale di quanto è successo al Senato.

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